mercoledì 11 luglio 2012

500 giorni insieme: ribaltare gli stereotipi fa altenativo?

Trama da Mymovies.it


Tom, con una laurea da architetto, lavora presso un editore di biglietti augurali per il quale deve inventare formule che vadano bene dal compleanno alla partecipazione a un lutto. Un giorno viene assunta come segretaria del suo capo Summer, la quale ha come filosofia di vita la regola di non volere un rapporto duraturo. Tom se ne innamora timidamente e lei lo contraccambia. Il film ci racconta, in un continuo andirivieni, i 500 giorni della loro storia a due.
Diciamolo subito: di esordi di questa qualità, nel genere 'commedia romantica', ce ne vorrebbero di più. Marc Webb, che ha alle spalle numerosi videoclip musicali, dirige con mano sicura e forte senso dell'humor che nasce dall'osservazione (un po' amara ma veridica) del comportamento umano. Il punto di vista è quello di Tom (così non mancherà chi accuserà il film di posizioni maschiliste) e già da questa scelta prende l'avvio il ribaltamento di alcuni stereotipi. Il romantico è lui, quello che sogna il matrimonio è sempre lui, quello che soffre di più è ancora lui. Intendiamoci: Summer non è affatto una cinica distruggiuomini. È semmai una giovane donna dei nostri giorni con barriere difensive che dovrebbero proteggerla dal dolore e con una contraddittorietà che fa parte del suo stesso essere e di cui finisce con il divenire consapevole.
Lo stile narrativo di Webb ci mette in situazione a partire dalla fine del rapporto (la prima risata la ottiene da subito con la scritta che compare sullo schermo in apertura di film) per poi farci surfare tra le onde di dinamiche di coppia in cui più d'uno potrà riconoscersi. Lo fa omaggiando il cinema che ama (da Il laureato a Il settimo sigillo) e regalandosi anche un'incursione nel musical con tanto di animazione incorporata. Senza mai perdere di vista il fil rouge che attraversa tutti i 500 giorni: è difficile (oggi forse più che mai) non fare confusione tra ciò che si vorrebbe che fosse e ciò che è nella realtà. In particolare nel rapporto di coppia perché, come cantava Eugenio Finardi, "l'amore è vivere insieme, l'amore è sì volersi bene ma l'amore è fatto di gioia ma anche di noia". Webb riesce a comunicare il concetto senza mai annoiare il suo pubblico. Neppure per un minuto. E non è poco.
Opinini personali:


Ho visto con piacere questa commedia romantica ma senza troppe pretese.
Ho trovato l'atmosfera molto "indie", sia per i colori che per la colonna sonora.
Molte citazioni a gruppi "che fanno tanto alternativo" come Belle & Sebastian, The Smiths, Joy Division, The Beatles. 
E a grandi film della storia del Cinema come "Il settimo sigillo", "Il Laureato" e ancora tante atmosfere alla Truffaut e Godard. Che fa molto Nouvelle Vague. Soprattutto usare il narratore esterno che ci racconta la storia in terza persona.
Ma sinceramente tutto questo voler far tanto il diverso, ribaltare gli stereotipi ecc non mi ha entusiasmata più di tanto. Non mi ha trasmesso quello che magari la trama iniziale avrebbe potuto darmi.


Ringo Starr 500 days of Summer


L'idea c'è e non è male: trama  diversa dal solito: a soffrire le pene d'amore è lui, mentre abbiamo una lei (che nonostante viva nel suo fantastico mondo all'Ameliè) sa quello che vuole fin da subito e lo dice, si contraddice e alla fine anche lei ci casca e si innamora.
Diciamo che è stato un film senza infamia e senza lode. Attori simpatici, scene deliziose ma che a volte ho trovato forzatamente zuccherose, momenti ironici, filosofia di vita dolce-amara e musica decente per lo meno.
Un consiglio? Se cercate qualcosa di veramente diverso guardate altro.


Alcune persone sono destinate a innamorarsi, ma non destinati a stare insieme.




Infine se volete "ispirarvi" al look di Zooey nel film per sentirvi 
anche voi molto indie-chic

Nessun commento:

Posta un commento