martedì 24 luglio 2012

Ultimi libri letti

Buongiorno a tutti! Oggi cercherò di aggiornare un po' il blog parlandovi dei libri letti nelle ultime due settimane!
Iniziamo dai due romanzi, uno di recente uscita e un classico moderno.
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Il primo si tratta di Moshi Moshi di Banana Yoshimoto, che come vi avevo mostrato in un post avevo preso da Amazon.it e quindo pagato meno del prezzo pieno di 13 euro.
L'edizione edita dalla Feltrinelli presenta una copertina flessibile con "ali" laterali, font abbastanza grande e nel complesso il tutto molto morbido e compatto.
Da grande fan di Banana Yoshimoto non ho potuto non prenderlo e anche se preferisco maggiormente le sue opere di qualche anno fa rispetto alle ultime devo dire che mantiene sempre la capacità di "incollarti" alle pagine, di lasciarti trasportare dalle atmosfere e dalle vicende scorrevoli dei personaggi.
Una lettura non impegnativa ma che comunque ti lascia riflettere sui rapporti umani, la consiglio a chi vuole leggere qualcosa di diverso per l'estate e a coloro che amano il genere di storie "slice of life" dal tono malinconico

Brevemente la trama : Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l’aria di essere stato un doppio suicidio d’amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall’atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita. Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all’improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita. Moshi moshi – “pronto” al telefono – è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa.


Il secondo libro che ho letto è decisamente diverso per stile e contenuti:

Il grande Gatbsy di Francis Scott Fitzgerald.
Premetto che mi sono avvicinata da poco a questo autore e quindi non posso fare paragoni con altre sue opere! Per il momento ho letto i "Racconti dell'età del Jazz" e "Berenice bobs her hairs" (di quest'ultimo di dirò qualcosa prossimamente insieme ad altri libri in inglese).
Tornando al romanzo, l'ho preso in biblioteca e letteralmente adorato e divorato in un paio di giorni!
Le atmosfere sono deliziose: America costa est degli anni '20 durante il maccartismo in cui regnano la bella vita dei ricconi, le flappers che ballano, musica jazz nell'aria, feste, champagne, una mondanità di lusso, delinquenza, ville immense, automobili che sfrecciano, tutto in un vortice di luci in cui in mezzo i nostri personaggi vivono velocissimi i loro amori, inganni e disillusioni, meglio se di notte.
Se pensiamo che è stato scritto nel '25 ci sembrerà strano perchè ha un che di estremamente moderno, senza tempo.
Il tutto narrato con uno stile semplice, scorrevole, cinematografico e con toni dolci-amari, che a volte sanno essere spietati e tragici. Un American dream ormai corrotto che si infrangerà su se stesso e sul mondo che gli ruota attorno.

Un libro che consiglio tantissimo a tutti gli amanti della lettura, un must, un classico moderno che non deve mancare in libreria! (Mi domando infatti perchè non l'avessi letto prima!)

Finita la lettura mi è sembrato doveroso recuperare anche il film del '74 (che spero di recensire una volta visto).
Tra l'altro ho scoperto che entro la fine dell'anno dovrebbe uscire anche un remake in cui vedremo un Leonardo DiCaprio / Gatsby affiancato da una Carey Mulligan / Daisy...

La trama ATTENZIONE SPOILER:
James Gatz è figlio di contadini del Dakota e decide di "fuggire" per affermarsi e realizzare così il suo sogno americano.
Incontra Mr Dan Cody e lo avverte che il suo Yacht sta per imbattesi in uno scoglio, il riccone per ricompensa "assume" il giovane James.
Gli anni passano e James diventa Jay Gatsby, intraprende un addestramento militare e a Louisville incontra l'amore della sua vita: l'ereditiera neomaggiorene Daisy Fay che ricambia ma la vita tutta rose e fiori viene interrotta quando Jay deve partire in guerra ma prima di andare sotto le armi le giura eterna fedeltà.
Trascorrono altri anni, lui in Europa, lei si sposa con un giocatore di football Tom Buchanan. Appena Gatsby ne è a conoscenza decide di tornare in america per riconquistarla ma  prima si ferma cinque mesi a Oxford per migliorare il suo accento e raffinare le maniere.
Finalmente tornato in patria decide di intraprendere attività illecite e arricchirsi (venderà alcolici sottobanco in farmacia e non solo), comprerà una villa in stile europeo sul Lond Island proprio dirimpetto alla casa dell'amata Daisy e di suo marito Tom.

Nel frattempo (ed è da qui che inizia il romanzo) l'io narrante Nick Carraway si trasferisce vicino casa di Gatsby dall'agiata famiglia del Midlle West a New York per studiare borsa.
Nick è l'opposto di Gatby: moralista e perbenista ma rimarrà come affascinato dal ricco vicino, di lui dirà: "c'era in Gatsby qualcosa di splendido, una sensibilità acuita alle promesse della vita".
Il caso vuole che Nick sia cugino di Daisy e una sera a cena avrà modo di conoscere Tom e Jordan Backer amica di Daisy con cui avrà una breve storia.
Nick avrà modo di vedere l'infelicità della cugina, una maschera di lusso e ipocrisia ( una specie di facciata per tenere unita la famiglia e non far trapelare la realtà al mondo esterno) che cerca di nascondere un carattere ormai cinico a causa dei continui tradimenti del marito.
Ed è qui che entra in scena Myrtle l'amante di Tom e moglie del meccanico Wilson.
Un pomeriggio Tom si recherà con Nick nell'ufficina Wilson in periferia per presentargli lei.
Una sera Nick viene invitato dallo chaffeur di Gatsby alla sua "festicciola" alla quale trova anche Jordan.
Ha così modo di avvicinarsi a Gatsby e iniziano a frequentarsi.
Gatsby gli racconta del suo passato dicendo di provenire da una ricca famiglia e che i suoi sono morti, di essere stato educato a Oxford e di essere diventato Maggiore in guerra, il tutto mostrando medaglia e foto di collage per essere più credibile.
Gatsby chiede a Nick un favore tramite Jordan: di farlo incontrare con Daisy per un tè.
Nick viene a sapere del loro passato da Jordan e finalmente i due "ex amanti" si incontrano. Successivamente a un'altra festa a casa di Gatsby a cui partecipa anche Daisy con il marito, Gatsby capisce di poter far rivivere il passato e si confida con l'amico Nick che gli dirà:
 "Non si può ripetere il passato". "Non si può ripetere il passato? Ma certo che si può" risponde Gatsby.
Daisy e Gatsby si vedranno tutti i pomeriggi e in uno di afa si recheranno a New York in un albergo in affitto  insieme a Tom, Nick e Jordan.
Tom provoca Gatsby dicendo di lasciare in pace la moglie ecc ecc e lui gli risponderà che sua moglie non lo ama e che ha sempre amato lui.
Daisy è però riluttante a dire la verità al marito e così il sogno di Gatsby pian piano svanisce.
lei lo liquida con un "pretendi troppo" lui cerca di parlarle e:

« Ma ad ogni parola lei si ritirava sempre più in se stessa, finché lui rinunciò e soltanto il sogno morto continuò a battersi mentre il pomeriggio svaniva, cercando di toccare ciò che era di più tangibile, sforzandosi, infelice e senza disperazione, di raggiungere la voce perduta di là dalla stanza »

Sulla strada del ritorno passando davanti al garage del marito di Myrtle, vedono lei che fugge di casa (era tenuta come prigioniera dal marito sospettoso di un tradimento) e il caso vuole che improvvisamente lei si ritrovi per strada e non vista, sarà investita dalla macchina di Gatsby, con Daisy alla guida.
Lei non si ferma e andrà a trovar rifugio da Tom al quale non rivelerà la verità.
Wilson impazzito per aver trovato la moglie morta, si precipita da Tom (sospettava fosse l'amante di lei) per sparargli.
Tom gli rivela che la macchina è di Gatsby, così Wilson si recherà nella villa di ques'ultimo che troverà la morte durante il bagno in piscina. Wilson, a sua volta, si toglierà la vita.

« Vi era, appena percettibile movimento dell'acqua mente il flusso fresco si dirigeva faticosamente verso lo scarico dell'altra estremità della piscina. Con piccole increspature che erano appena ombre di onde il materasso carico si spostava a caso nella piscina. Un alito di vento che riusciva appena a corrugare la superficie dell'acqua bastò a interrompere l'accidentale percorso col suo carico accidentale. Un fascio di foglie, sfiorandolo, lo fece girare lentamente, tracciando nell'acqua un sottile circolo rosso. Fu quando ci eravamo già avviati con Gatsby verso casa, che il giardiniere vide il cadavere di Wilson leggermente discosto nell'erba, e l'olocausto fu completo. »

Nick ormai solo non sa come affrontare la situazione: inizia un lungo giro di telefonate ma non riuscirà a parlare con Daisy, partita con Tom mezz'ora prima senza lasciar traccia.
Un paio di giorni più tardi arriva un telegramma dal padre di Gatsby, chiedendo di rinviare il funerale.
Il giorno stabilito non si presenta nessuno, solo l'ubriacone che alle feste di Gatsby si rintanava in biblioteca e che capirà la più cruda e amara realtà non vedendo nessun altro: "Ma perdio! Ci andavano a centinaia!." E aggiunge: "Povero bastardo!".

Nick rimane solo, riflette sui falsi miti dell'america, i sogni infranti, la morte dell'amico che incarna la precarietà dell'esistenza e l'assurdità della vita e decide di tornare a casa ma l'ultima sera si sdraia sulla sabbia davanti casa:

« E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia ... e una bella mattina... »


« Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato. »







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