mercoledì 6 marzo 2013

Kitchen di Banana Yoshimoto.

Rileggersi i libri dopo qualche anno fa sempre un effetto particolare.
Trovo serenità nel conoscere già la trama e allo stesso tempo sorpresa per emozionarmi in sfumature diverse, nuove.
Più riguardo a Kitchen
SPOILERS!!!

 Vi linko l'incipit del primo romanzo breve-racconto lungo che da il titolo al libro della Yoshimoto, ovvero "Kitchen":

Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.


Mikage è una ragazza rimasta orfana per la seconda volta: i genitori li ha persi da piccola, adesso l'ha lasciata anche la nonna, che l'ha cresciuta come una madre.
Disorientata, immobile, non sa cosa e come fare per iniziare una nuova vita, un'altra volta.
Non ha le forze nè la voglia di pensare di cercare casa, traslocare.
Ed ecco che un giorno, le suona alla porta Yuichi, un ragazzo di un anno piu' piccolo di lei, che lavora presso un fioraio dove ha avuto modo di conoscere la nonna di Mikage, amante dei bouquet da mettere nel vaso.
Yuichi, che ha pianto disperatamente al funerale, quasi fosse un parente stretto, adesso si mostra calmo, gentile e premuroso, tant'è che invita la ragazza a casa sua per cena.
Una volta a casa di lui, il ragazzo le chiede da che stanza lei giudichi le persone, il loro modo di essere e stile di vita.
Lei gli risponde la cucina.
E sarà proprio questa nuova stanza che darà a Mikage la forza di andare avanti, di iniziare a costruire qualcosa, partendo dal preparare la colazione per poi appassionarsi sempre nella preparazione dei piatti, fino a farne la sua professione.  (Diventarà assistente di una famosa cuoca)
Ovviamente lei si trasferirà da lui anche grazie all'appoggio della madre-padre di lui: Eriko.
Eriko è una donna molto affascinante, lavora in un locale notturno, appassionata di shopping di elettrodomestici e che ha cambiato sesso dopo la morte della moglie nonchè madre di suo figlio Yuichi.
Perchè così le "sarebbe stato meno faticoso crescere un figlio".
Vivono tutti e tre felicemente per circa sei mesi, in questa casa piena di piante.
Mikage poi si cercherà un lavoro e un'altra casa, naturalmente, con serenità e forte della sua nuova consapevolezza, conservando per sempre la gioia e l'affetto della sua nuova-momentanea famiglia.


Dopo un po' di tempo che non sentiva Yuichi, Mikage verrà svegliata di notte dal telefono che squilla.
E' lui e le dirà che Eriko è morta da qualche tempo, accoltellata da uno stalker del locale dove lavorava.
E che non ce la faceva a dirglielo prima.
L'equilibrio precario di Mikage vacillerà, così come le certezze di Yuichi, rimasto anche lui solo.
I due si ritroveranno, tra sogno e realtà, tra cucine notturne e alberghi durante viaggi di lavoro.
Capiranno che la loro solitudine è la stessa, che forse potranno ricordare senza tristezza ed iniziare ad essere felici insieme.

Nell'ultima pagina si sentiranno per telefono, lei rientra da uno lavoro fuori città e lui le promette che domani andrà a prenderla alla stazione.
Chissà se si sono trovati, finalmente!



Il secondo racconto lungo del libro è: "Moonlight Shadow".
Decisamente piu' malinconico, onirico e sospeso rispetto al primo.
Personalmente è stato quello che mi è piaciuto di più.

La nostra protagonista si chiama Satsuki, e dopo quattro anni con il suo ragazzo Hitoshi, rimane sola.
Il ragazzo è morto in un incidente, insieme alla fidanzata di suo fratello minore, Hiiragi.
Satsuki è sconvolta dal dolore e per iniziare ad elaborare lo shock, inizia a correre la mattina all'alba nel parco vicino casa.
Una mattina una ragazza le si avvicinerà e le farà cadere la borraccia nel fiume sotto al ponte.
La ragazza, Urara, si scusa ed inviterà Satsuki il giorno dopo in un grande magazzino, per ricomprarle la borraccia.
Urara ha uno sguardo inquieto e sereno allo stesso tempo, che darà da pensare a Satsuki, soprattutto dopo aver capito che la "nuova amica" ha delle doti diverse dalla gente comune (come alzare la cornetta del telefono, digitare tasti in modo random e indovinare il numero esatto della persona con cui vuole parlare!).
Satsuki poco alla volta non sarà piu' in balia della solitudine: si vedrà e parlerà sia con Urara, sia con Hiiragi, il fratello del suo ex. Questi due personaggi sono coloro che le daranno la forza di cambiare, di vedere le cose sotto un'altra ottica, di iniziare a vivere.
Satsuki si sentirà particolarmente vicina al  ragazzo: lui in una volta sola ha perso sia il fratello che la ragazza. Anche se non nasconderà la "sopresa" di vederlo la prima volta dopo l'incidente, con indosso l'uniforme alla marinara della sua ragazza!

Il vero cambiamento di Satsuki sarà una mattina, in cui aprirà gli occhi.
Urara la invita prima dell'alba, sul ponte del parco, dove si sono incontrate la prima volta, per assistere ad un evento raro e "soprannaturale" che si manifesta una volta ogni cento anni: il fenomeno Tanabata, secondo cui è possibile vedere l'immagine di una cara persona defunta, nel fiume solamente se c'è una sorta di corrispondenza dolore-pensieri tra chi è morto e chi rimane.
Improvvisamente, dall'altra parte del fiume, Satsuki vede Hitoshi, sembra tutto sospeso tra sogno e realtà e lei vorrebbe andarlo ad abbracciare ma lui la guarda con preoccupazione.
Lentamente, la figura di lui scompare, a poco a poco con il sorgere dell'alba.
Continuerà a salutare la sua amata con la mano fino all'ultimo.
Satsuki è con Urara (che ha assistito alla scena) e ha capito che potrà convivere con il dolore e accettare lo scorrere del suo tempo, come il fiume sotto ai suoi piedi.
Il ponte è il suo cambiamento: il passaggio dal passato al futuro, dalla morte alla vita, dalla disperazione alla consapevolezza.


Ho letto molti libri di Banana Yoshimoto, con i suoi alti e bassi, ma devo dire che rimango sempre affascinata dalle atmosfere, dalla serenità con cui affronta temi difficili come la morte, i cambiamenti nella vita che emergono lentamente nei flashback, la psicologia dei personaggi e soprattutto dal suo inconfondibile stile di scrittura scorrevole e naif.


Sono consapevole che è un'autrice che la sia ama o la si odia. Ditemi la vostra se anche voi avete letto questo libro!                   





4 commenti:

  1. mi hai fatto venire un sacco di voglia di rileggere questo libro, è uno dei pochi della yoshimoto che mi piacciono (anche se i suoi recenti non li ho mai letti...)

    molto belle le copertine (quella italiana è quella che mi piace di meno ;_;) sopratutto quella in grigio e viola! ♥

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    1. sì infatti: la copertina italiana è quella piu' brutta! ; ) anche per me questo è uno dei suoi libri piu' belli. in generale ho preferito i suoi racconti brevi e non mi è dispiaciuto l'ultimo "moshi moshi". ; )

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  2. Ciao bellezza! sei stata nominata per un premio bloggereccio, il "Liebster Blog Award" un giochino/tag molto carino nato in Germania, e adesso molto in voga tra blogger americani! Spero ti faccia piacere. Clicca questo link per i dettagli:
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    1. wow ti ringrazio davvero tantissimo sei stata davvero gentilissima ; ) rispondo con piacere a presto!!

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