venerdì 22 febbraio 2013

Dororo di Osamu Tezuka

Ho preso e letto il primissimo numero (di 4) di Dodoro del grandissimo sensei Osamu Tezuka.
Pubblicato dalla Goen a 6 euro e 95.

SPOILERS:

 Trama in breve:

Fin dall'inizio si entra nel bel mezzo di una storia piuttosto cruda:
un padre decide di sacrificare il figlio che sta per nascere, a quarantotto demoni, offrendo ad ognuno di loro, una parte del corpo del nascituro, in cambio di potere!
Il bambino nasce, privo di occhi, naso e arti incapace di vedere e udire.
Il padre lo strappa alla madre per metterlo in un cestino e abbandonarlo alla corrente del fiume.
Il caso vorrà che sarà un chirurgo di nome Jukai a trovare il piccolo, lo prenderà con sè, crescerà, darà amore e il nome Hyakkimaru (che significa "Bambino dei 100 demoni").
Un giorno Jukai sentirà la voce del bambino nella sua testa e capirà che le varie menomazioni fisiche, gli hanno potuto sviluppare una sorta di sesto senso, di telepatia.
 L'uomo lavorerà giorno e notte alla costruzione di arti e parti del corpo da donare a Hyakkimaru
(mi ha ricordato molto Geppetto e Pinocchio). 


Dopo l'operazione, inizierà un periodo di rinascita per Hyakkimaru, in cui imparerà a camminare, a parlare ma anche ad attirare intorno a sè demoni e spiriti vari attirati dai suoi poteri.
Hyakkimaru è ormai un ragazzo e deciderà su consiglio di Jukai, di lasciare casa ed iniziare a camminare sulla propria strada.
Incontrerà molti personaggi che gli insegneranno qualcosa, come un monaco cieco che lo incoraggerà a non disperarsi perchè non vedente come lui , ma a migliorarsi e saper usare altre qualità.

Vi domandere...e Dororo chi è?
Ecco che entra in scena:  Hyakkimaru lo salverà da un gruppo di ragazzi che lo vogliono uccidere perchè è un ladro.
Dororo piu' che ringraziarlo, sarà attratto dalle "spade che ha nelle braccia" del ragazzo e volendole a tutti i costi, inizierà ad "inseguirlo" ovunque, chiamandolo "fratellone".

Ma gli spiriti sono sempre in agguato: il mostro Kanekozo gli rivelerà dove trovare denaro nascosto per aiutare un villaggio povero, continuamente attaccato da vari demoni, tra cui il "demone-donna" Bandai...
I nostri cercheranno di eliminarla, ma non saranno ben accolti dagli abitanti del villaggio....
Ogni volta che Hyakkimaru farà fuori uno dei famosi 48 spiriti, riavrà indietro una parte del corpo che il padre aveva dato loro "in pegno".

 


Considerazioni:

La storia mi ha subito catturata, nonostante i disegni "molto pupazzettosi" e naif, la trama è molto dura e cruda.
L'abbandono di  Hyakkimaru da bambino, la sua adolescenza, che non ho raccontato, in cui aiuta dei bambini-ustionati e conosce l'amore che però gli verrà strappato via, la sua solitudine....
Veramente, molte scene sono commoventi.
Ma il ritmo narrativo non risulta lento, anzi, è tutto molto dinamico, anche per merito delle scene di combattimento contro i demoni.
Le tavole hanno un taglio cinematografico e a volte basta solo una piccola sequenza di immagini prive di vignette per riuscire a condividere i sentimenti dei protagonisti.



Un numero che ho adorato (nonchè divorato!).
Una serie che continuerò e che consiglio caldamente agli amanti delle belle storie, ricche di mitologia giapponese e disegni "vintage".
Un'ottima occasione per recuperare, a buon prezzo, un'opera di Tezuka.

Aspetto le vostre opinioni, a presto!

giovedì 14 febbraio 2013

Il giorno prima dell'estate di Motoi Yoshida

Preso e letto il primissimo numero de
"Il giorno prima dell'estate" (titolo originale: Natsu no zenjitsu) dell'autrice Motoi Yoshida (qui il suo blog ricco di schizzi e acquarelli!) edito dalla planet manga al prezzo di 6,50 euro, in un'edizione da fumetteria con sovracopertina e una pagina a colori fronte retro a metà volume.

Avevo letto un post-recensione molto interessante sul blog di Say Adieu to Yue  
che mi aveva incuriosita non poco sia per la trama che per le atmosfere... E devo dire che una volta letto non ne sono rimasta delusa.

Occhio agli Spoilers!!!


Brevemente di cosa parla questo slice of life:
abbiamo il protagonista Tetsuo Aoki, uno studente al quarto anno di Belle Arti alla ricerca dell'ispirazione e del giusto modo di esprimere le proprie emozioni su tela e la giovane donna Akira Aizawa, una gallerista raffinata e affascinante vestita sempre in yukata o kimono (ogni capitolo rappresenta una stagione, questa suddivisione ricorda molto gli Haiku).

Sinceramente fin dall'inizio pensavo fosse ambientato nel secondo dopoguerra: sarà per le atmosfere molto sospese, eteree e gli abiti dei personaggi che ne fanno una "storia senza tempo"...
Ma poi andando avanti mi son accorta che la trama si sviluppa ai giorni nostri (l'ho captato da elementi-d'arredo o accessori tecnologici ecc).



 Akira avrà un colpo di fulmine appena incontrerà Tetsuo, ma in un primo momento rimane riservata, lo segue in silenzio e lo osserverà alle spalle mentre dipinge una tela En Plein Air lungo il fiume in estate.
Molte tavole ricordano i dipinti di Monet (lei con l'ombrellino, le nuvole, l'erba, il vento) ed in generale si respira una certa aria Impressionista (ad un certo punto lei lo inviterà a vedere una mostra sui pittori francesi di questa corrente).

Tetsuo uscirà con Akira ma si sentirà impacciato, non vorrà "avvicinarsi" ma al tempo stesso provarà una certa attrazione per la giovane.
Un pomeriggio di pioggia e di gaffes con l'ombrello, la timida Akira deciderà di prendere in mano la situazione, baciandolo improvvisamente e poi "invitandolo" da lei per asciugarsi!
Inevitabilmente tra i due scoppia un'incontrollabile passione (anche se Tatsuo farà di tutto per "trattenersi"!).
Seguiranno tavole piuttosto esplicite ma non volgari che mi hanno trasmesso il loro coinvolgimento, il loro abbraccio, il loro "Carpe Diem".

Certo, questa lettura preferisco consigliarla ad un pubblico adulto, proprio per le tematiche trattate e per le scene di sesso.
Il tratto del disegno è molto leggero e delicato, ho apprezzato molto l'uso del tratteggio da parte dell'autrice al posto dei retini, e come vi ho già detto in tutto il volume regna un'atmosfera impressionista, malinconica e senza tempo.
Se amate le storie slice of life, con un che di romantico-decadente e in cui si parla di arte



Chissà se ne prossimo volume i due si avvicineranno maggiormente: hanno iniziato la loro "storia" dal punto di vista sessuale ma per andare avanti e costruire qualcosa insieme c'è bisogno di altro.
Direi che la conoscenza del carattere, gusti ecc dell'altro è fondamentale.
Incrocio anche le dita per Tatsuo, spero nei prossimi volumi ci sia una sua crescita sia sul piano interiore che artistico!



domenica 10 febbraio 2013

Mineko Iwasaki: Storia proibita di una Geisha.


     
Più riguardo a Storia proibita di una geisha
Ieri ho finito di "divorare" un libro stupendo che mi ha appassionata e commossa non poco!
Sto parlando della biografia di una delle piu' grandi Geishe del Novecento: Mineko Iwasaki.
Incuriosita da consigli vari alla lettura, mi son prima letta l'assaggio e-book, per poi acquistarmi l'intero libro su Kindle.

 Lo scrittore Arthur Golden la intervistò per prendere "spunti" per il suo libro "Memorie di una Geisha".
Le informazioni date dalla geisha vennero però "ritoccate" dallo scrittore e così la Iwasaki rimase offesa dal ritratto di "prostituta d'alto bordo" che ne venne descritto e dopo accuse e via vai per i tribunali, lei stessa decise di scrivere la sua "vera versione dei fatti", la sua vita.

Grazie alla collaborazione con Rande Gail Brown viene pubblicato nel 2003 "Geisha of Gion" in Inghilterra,
poi in America con il titolo "Geisha, a life" mentre da noi "Storia proibita di una Geisha. Una storia vera" dalla Newton & Compton.
(L'aggettivo "proibita" nel titolo può essere fuorviante, secondo me.)




Infanzia, adolescenza ed età adulta della protagonista ci vengono narrate in prima persona, con tanto di epifanie e flussi di coscienza che ci fanno assaporare e conoscere le atmosfere, gli incontri ed eventi che hanno segnato maggiormente la nostra Geisha, facendola maturare psicologicamente e crescere sempre piu' come Artista.
La lettura è estremamente fluida, armoniosa, poetica ed arricchita da alcune descrizioni del periodo storico (dal '49 anno di nascita della protagonista ai giorni nostri in cui vive a Kyoto con la sua famiglia), 
dell'arredamento, del lento mutare delle stagioni e soprattutto degli splendidi abiti , ricami, accessori e acconciature che indossavano lei e le altre ragazze e maestre.
Sembrava di vedere delle stampe giapponesi, tanto erano dettagliate, eteree ed eleganti.



Mi ha colpito profondamente la sua infanzia trascorsa nella felicità assuta con i genitori e fratelli ed il successivo distacco (graduale e mai forzato, anzi gli adulti hanno avuto un gran rispetto a tenere il considerazione ogni volontà di Mineko bambina) dalla casa paterna per andare a studiare nell'Okiya (la scuola di Geishe) gestita da Madame Oima (zietta) la quale rimarrà subito colpita da Mineko e farà con molta pazienza cercherà di farle capire il suo sogno di farne una grande Geisha, nonchè sua erede.

Nonostante Mineko ci racconti tutti i suoi enormi sacrifici per migliore come artista a 360°, (non solamente come danzatrice) la severa disciplina che insegnano in queste scuole fin da piccolissime, le giornate stracolme di lezioni, impegni, pulizie e tanto altro sembra che non le sia pesato affatto, anzi che abbia sempre stretto i denti e sia andata avanti per realizzare il suo sogno.


Non mancheranno i momenti di tensione, soprattutto a causa di persone invidiose del suo fascino, dedizione e soprattutto posizione all'interno dell'Okiya!
Alcuni passaggi sono carichi di sentimento e non è possibile rimanerne indifferenti.
Mi sono emozionata nel "vederla" crescere e raggiungere via via tappe sempre piu' importanti per la sua formazione: da Maiko a Geiko e infine Atotori (erede).

Ma anche lo scoprire, conoscere ed apprezzare il sacrificio, il rispetto per sè stessi e gli altri, la dedizione, l'amore per l'arte, nonchè tutte le persone che l'hanno sostenuta, amata, aiutata ad affinarsi e a farsi una propria opinione su tutto e la voglia di indipendenza.
Divertenti i passaggi in cui racconta le varie serate trascorse ad intrattenere personaggi importanti e stranieri tra cui la Regina Elisabetta, il principe Carlo, Gucci, Eisenhower...

Si ritirerà dalle scene a 29 anni, al culmine della sua carriera artistica, per provocazione, per vedere finalmente il suo quartiere di Gion a Tokyo ammodernarsi per dire basta all'eccessivo obsoleto e claustrofobico mondo che ruota intorno alle Geishe: sperava quindi che il suo gesto fosse un incipit per un qualche cambiamento. 
Ma non fu quello che immaginava: dopo il suo ritiro, una settantina di Geishe ne seguirono l'esempio.

Prima di leggere questa biografia, non conoscevo la Geisha Mineko: è stato affascinante e molto istruttivo leggere i suoi pensieri, le descrizioni e spiegazioni, la sua vita...
E ne sono rimasta veramente colpita: non soltanto dalla sua figura di Artista ma anche dal proprio Io: dalla persona forte, orgogliosa e testarda che era dentro ma che cercava di nascondere agli altri, dalle proprie debolezze e paure, il coraggio, la voglia di cambiare e aprirsi al mondo fuori, infine dalll'ironia e leggerezza che l' hanno aiutata a raccontarsi.


Mi sento di consigliare caldamente questo libro a tutti gli amanti del Giappone e dell'Arte.
Fatemi sapere le vostre opinioni!

lunedì 4 febbraio 2013

Libro: il Regno Animale di Francesco Bianconi

More about Il regno animale

Sarà per l'ultimo album dei Baustelle, uscito da poco ( che ascolto in questi giorni aspettando la data a Firenze) e per "l'assaggio" dell'e-book che mi hanno incuriosita a leggere il libro scritto dal Bianconi e uscito nel 2011.

Occhio agli Spoilers!

"Il regno animale" trasmette una precisa visione delle cose e della società.
Piuttosto grottesca, cruda, cinica, spietata, vera.
Quello che dobbiamo fare per sopravviverci è il sapersi adattare e non farsi mangiare!

Piu' che un romanzo mi è sembrato una serie di racconti-frammenti di vita (e tanto altro!), collegati dal filo conduttore Alberto (il nostro protagonista e probabilmente molto vicino all'Io Bianconiano):
un ragazzo della provincia Toscana che terminata l'università di Lettere di Siena, decide (pieno di sogni e speranze) di andare a vivere a Milano  per lasciarsi alle spalle la ex, il paese e la sua mentalità, trovarsi un lavoro e conoscere persone brillanti, di mondo e alla moda e affermarsi come scrittore.

Ma le cose non andranno proprio così...
Farà incontri, vivrà esperienze, si ricorderà delle proprie origini, si dispererà, si annoierà, si innamorerà...Insomma imparerà a vivere o meglio apprenderà l'arte del "sopravvivere" fuori dal suo mondo.

Scritto in modo scorrevole e accattivante e con atmosfere che spaziano dal bucolico al post-moderno, dal grottesco-decadente al cinico-pessimista.
Lettura veloce di due giorni, ho apprezzato particolarmente le immagini che raccontavano l'infanzia e adolescenza di Alberto nel paese, il rapporto con il padre, gli amici, i primi amori.

Altri capitoli, invece, secondo me spaziavano troppo, mi hanno dato l'idea di voler mettere tanti generi diversi tutti insieme quasi per forza e non perchè erano armoniosi con la trama principale, come per esempio quelli sul politico che organizza festini con minorenni, quello sul gruppetto di spacciatori per arrivare all'ultimo stile "dolce vita" al Festival del Cinema di Venezia con tanto di vip, registi (e sparatorie!).
Sì ci stanno, perchè ci sono anche questi nella nostra società grottesca ma forse un capitolo o due lo avrei eliminato!

Il Bianconi mi ha sempre trasmesso, dai suoi testi (e sono diversi anni che li ascolto) l'idea di una persona colta, di buon gusto, ironico, cinico (ma anche leggermente narcisista!).
Elementi che ho ritrovato anche ne "Il regno animale".

Precise immagini, visioni crude, istinto animale e cinismo fotografano in modo reale quello che è la società.
Chiari messaggi per non lasciarti schiacciare. E una volta conscio (già prima o a lettura terminata o comunque quando sarà si spera, ognuno ha i suoi tempi!) iniziare la propria sopravvivenza ed essere sè stessi.
Trovare un senso al quotidiano "inventandosi la felicità"